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 DUE ESTREMI

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MessaggioTitolo: DUE ESTREMI   DUE ESTREMI 16gd9bkLun Dic 15, 2008 12:30 am

DUE ESTREMI 18-1




Due estremi che dicono molto sulla capacità di stare bene con se stessi. Qui di seguito piccoli suggerimenti per solitarie, estroverse ed equilibrate sul come vivere la gente.

LA SOLITARIA

La solitaria si sente sostanzialmente sola e le sue relazioni rischiano di essere superficiali e transitorie. Generalmente la persona solitaria si sente disingannata, convinta che gli altri abbiano ben poco da offrirle, mentre lei basta a se stesa. Nella solitudine riesce a trovare risorse ed energie che la spingono a vivere con maggior pienezza i suoi sentimenti, ma ci sono momenti in cui vive il suo stato di isolamento con un sentimento di dolore e sofferenza.

Altre volte, invece, rifugge da questo sentimento di depressione convincendosi che il suo distacco dal contesto sociale è una sua scelta che sottolinea quanto gli altri non la meritino. In entrambi i casi, però, deve ammettere di non essere completamente soddisfatta della propria vita, perché sente che le manca qualcosa.

Suggerimento.
Considerare la solitudine una conseguenza dell’incapacità altrui di essere capite? In questo caso provare a cambiare prospettiva e domandarsi come ci si comporta con le persone è cosa saggia. Offrire la propria amicizia per prime, poi, ragionare sui successi e gli insuccessi.
Le amicizie non sono come i colpi di fulmine, ma il risultato di un graduale processo di conoscenza reciproca in cui ci si mette in gioco.
L’amicizia perfetta e non esiste, limiti e difetti sono presenti in ciascuno di noi ed è grazie al loro continuo confronto che il rapporto cresce e si consolida.


L’ESTROVERSA

Indubbiamente essere una persona estroversa significa cercare ogni occasione per stare con gli altri. Le relazioni sono ricche e intense, e con ciò si esprime una buona capacità nel costruire legami profondi, entrando in contatto con le emozioni degli altri e mettendo in gioco tutta se stessa.
Attenzione, però, a volte l’estroversione può nascondere la paura di rimanere sole. Questo può creare ansia e portare a spingersi a stare con gente che non piace particolarmente e a vivere situazioni che non si sceglierebbero volontariamente. In sostanza, la presenza delle persone è un bisogno che serve a coprire un vuoto. Non sapere organizzare il tempo senza gli altri, temere la noia della solitudine abbassano significativamente la qualità della propria vita.

Suggerimento.
Abituarsi a stare da sole in modo graduale, ascoltando musica o leggendo un libro. Poi, provare a scrivere le proprie emozioni, cercando di focalizzare l’attenzione sugli aspetti positivi e negativi dell’esperienza.
Non riempire rigidamente tutti gli spazi della giornata con attività preordinate, provare invece a inventare sul momento qualcosa di interessante, si scoprirà così di possedere capacità inaspettate.
Sperimentare nuovi modi per tenere sotto controllo i pensieri negativi. Probabilmente ci si è sempre riuscite in quanto immerse nella folla, ora le strategie per affrontarli vanno cercate dentro se stesse.


L’EQUILIBRATA

Per la persona equilibrata la solitudine e la compagnia sono due facce della stessa medaglia: rappresentano il proprio modo di stare con gli altri. La propria capacità di stare da sola si fonda su valori importanti come la fiducia nelle persone. Valori acquisiti nell’infanzia grazie al rapporto soddisfacente con i genitori e gli adulti di riferimento.
La solitudine, quindi, è una condizione voluta, utilizzata come occasione per conoscere meglio se stesse, recuperando energie ed emozioni che permettono di riproporsi alle persone in modo positivo e vitale. Gli altri sono utili, ma non indispensabili, perché si sa condividere con gli amici le gioie e le sofferenze, ma anche riservarsi uno spazio personale e segreto nel quale nessuno è autorizzato a entrare.

Suggerimento.
Cercare di rispettare anche il bisogno altri di solitudine è fondamentale. Così come si recupera energia nello stare da sole probabilmente lo stesso accade ai propri amici che, quando si allontanano non per una forma di rifiuto.
Costruire legami profondi richiede attenzione e fatica. Usare questa capacità di recuperare energie nei momenti di solitudine è ottimale per riproporsi agli altri con maggiore entusiasmo.
Sfruttare questa propria propensione verso gli altri impegnandosi in attività di volontariato.


Ulteriori suggerimenti per migliorarsi sul mio libro DINAMICA AUTOMOTIVANTE ed. Franco Angeli.

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