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 perchè si dice

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MessaggioTitolo: perchè si dice   perchè si dice 16gd9bkMar Dic 11, 2007 1:12 am

PERCHE' SI DICEperchè si dice Perchesidice2



Avere la luna
Essere di malumore, irragionevolmente irritabili e pronti al litigio. Per l’antica credenza astrologica che la luna determinasse, con le sue fasi, lo stato psichico delle persone poste sotto il suo influsso. Da qui: alzarsi, essere con la luna di traverso; andare a lune; essere lunatici.

Avere la coda di paglia

Essere sempre sul chi vive, allarmarsi alla minima allusione sfavorevole, discolparsi senza neppure essere accusati, non avendo la coscienza tranquilla. come chi avesse un’immaginaria coda di paglia e quindi un sacrosanto timore dei fiammiferi.

A caval donato non si guarda in bocca

Proverbio che ha corrispondenti quasi identici, anche nella formulazione, in molte lingue. Deriva dal fatto che di un cavallo si può conoscere l’età scoprendogli i denti. Insegna che un dono va accettato così com’è, proprio perché è un dono, e che è indice di poca saggezza, oltre che di poca educazione, soppesarne il valore venale o, ancor peggio, disprezzarlo.

Alla carlona

Frettolosamente, senza attenzione, con trascuratezza. La locuzione, che ha mutato valore nel tempo, significava “in modo semplice, bonario”; come agiva, nei tardi poemi cavallereschi, Carlomagno, detto “re Carlone”.

Asino di Buridano

Fare come l’asino di Buridano: esitare tra due cose, tra due soluzioni di un problema, senza decidersi né per l’una né per l’altra, perché entrambe ugualmente accettabili. Come avrebbe fatto, se avesse seguito le teorie del suo padrone, il leggendario asino del filosofo francese Jean Buridan (circa 1300-1 358), rettore dell’Università di Parigi. Questi sosteneva che la scelta della volontà cade sempre sul bene, sul valore migliore, e che quindi la volontà stessa sarebbe paralizzata e sospenderebbe la scelta, di fronte a due beni ugualmente importanti. Essa avrebbe quindi anche la libertà di non scegliere. Ed ecco i detrattori del filosofo inventare il paradosso dell’asino ugualmente affamato e assetato che, posto a uguale distanza da un secchio d’acqua e uno di avena, non sceglie, e quindi muore di fame e di sete.

Attaccare bottone

Tediare qualcuno con un discorso lungo e noioso, privo di interesse per lui. Non è nota l’origine della locuzione; sembra che un tempo volesse dire parlar male di uno. L’immagine suggerita potrebbe anche essere quella del seccatore che, quasi afferrando fisicamente per la giacca il riluttante interlocutore, non lo molla finché non abbia finito di ricucirgli un immaginario bottone.

A babbo morto

Si dice di prestiti (ma anche di acquisti, eccetera), che chi ha la prospettiva di entrare in possesso di un’eredità contrae con qualcuno, generalmente un usuraio, promettendo di restituire la somma avuta o di pagare la cosa acquistata quando avrà ereditato. La locuzione significa “a data indefinita” e anche, a causa degli esosi interessi pretesi dall’usuraio, “sconsideratamente, in modo avventato”. Nel primo caso, dal punto di vista di chi fa il prestito; nel secondo, da quello dell’incauto che lo contrae.

All’ acqua di rose

L’acqua di rose è una delicata soluzione di essenza di rose, usata come detergente o emolliente per la pelle. Da qui la locuzione citata, che si usa a proposito di cose fatte con superficialità, di rimedi inadeguati, semplici palliativi.

Acqua in bocca

Esortazione a mantenere il segreto, a non lasciarsi sfuggire una parola di quanto si è detto in stretta confidenza. All’origine del detto sarebbe un aneddoto raccontato dal lessicògrafo fiorentino Pietro Giacchi: secondo tale aneddoto, una donnetta maldicente ma devota pregò il suo confessore di darle un rimedio contro quel peccato. Un giorno il prete le diede una boccetta d’acqua di pozzo, raccomandandole di tenerla sempre con sé e di versarne qualche goccia in bocca, tenendo questa ben chiusa, ogni volta che fosse assalita dalla tentazione di sparlare del prossimo. Così fece la donna, e ne trasse tanto giovamento da ritenere che quell’acqua avesse virtù miracolose. Se non è vera — come si usa dire — è ben trovata.


Avere uno scheletro nell’armadio

Efficace immagine, tradotta dall’inglese, usata con riferimento a trascorsi colpevoli che gli appartenenti a un gruppo tengono gelosamente nascosti


Ad maiòra

Latino: a cose più grandi! Formula di augurio: la si rivolge, generalmente, a chi ha conseguito un successo, per auspicare che ne consegua presto di maggiori.

Amico del giaguaro

Nata da una barzelletta ed entrata nel parlare comune grazie a un fortunato spettacolo di varietà televisivo, l’espressione si usa scherzosamente per mettere in dubbio la lealtà di un amico che, secondo noi, solleva troppe obiezioni.

Amico Fritz

Si dice a volte, con evidente ironia circa la genuinità della sua amicizia, alludendo a persona nota agli interlocutori, ma che questi non vogliono nominare esplicitamente. L’amico Fritz è un’opera lirica di Pietro Mascagni.

Aspetta e spera

È nell’uso familiare e ha lo stesso significato e valore di campa cavallo... , come dire: “Ti illudi, caro mio!” Proviene da Faccetta nera, marcetta che accompagnò la campagna di Etiopia (1935-1936) e la conquista del nostro effimero impero coloniale.


Lacrime di coccodrillo

Lui lo fa di solito dopo mangiato, perché la solida corazza che lo protegge non permette la traspirazione della pelle, come invece fanno i nostri pori. Questo vuol dire che il coccodrillo, per eliminare i sali accumulati col cibo non riesce a sudare, come facciamo noi; quindi è costretto a versare abbondanti lacrime dagli occhi.
Il suo pianto non è dovuto a emozioni come il nostro, ma a una necessità naturale per sopravvivere. Invece di sudare, piange
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MessaggioTitolo: Re: perchè si dice   perchè si dice 16gd9bkMar Dic 11, 2007 12:22 pm

Interessantissimo! Grazie Anna.

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MessaggioTitolo: Re: perchè si dice   perchè si dice 16gd9bkMar Dic 11, 2007 12:28 pm

grazie a te che ci sei pallina bacioni :gur:
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MessaggioTitolo: Re: perchè si dice   perchè si dice 16gd9bk

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