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 SPAVENTO

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MessaggioTitolo: SPAVENTO   SPAVENTO 16gd9bkDom Dic 13, 2009 1:47 am

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(di Paolo Petroni).

C'e' 'La morte allegra', narrazione ben ritmata e subdolamente giocata sulla leggerezza, che narra di uno scrittore di fama, il settantenne Pietro Tosca, alle prese con alcuni segnali di un probabile male grave, che cerca di non prendere sul serio, di non verificare, come per non affrontare il tema che questi propongono, quello della morte. E c'e' 'Spavento', il romanzo che racconta di Tosca e del suo racconto 'spensierato', ma affiancandogli l'autore vero (Starnone stesso?), che scopre anche lui sangue nelle proprie urine, ma si comporta in tutt'altro modo, andando subito in ospedale per accertamenti, come desidera sua moglie.

Insomma, l'espediente narrativo del romanzo nel romanzo serve per mostrare le due reazioni forse piu' esemplari, di chi fugge davanti al male, cercando di negarlo con forzata allegria, e di chi lo affronta sprofondandovi spaventato, ma anche per creare un confronto, una sorta di dialogo tra le opposte realta' e psicologie sulla vita e la vitalita'.

Starnone, come in 'Via Gemito' (Premio Strega 2001) con la figura del padre, anche questa volta pone un problema e mostra come, proprio cercando di eluderlo, di negarlo, in realta' questo diventi centrale e evidente. Solo che quello della morte e' piu' difficile da accettare e da sciogliere, forse impossibile e quindi piu' angoscioso. Se non fosse che lo scrittore ha un'arma nelle sue mani, quella di immergersi nella finzione e cercare in quel luogo, nella scrittura creativa, di vivere una realta' diversa, piu' ambigua e meno sgomenta, quella appunto di Pietro Tosca.

Riprende cosi' in mano, dopo la morte emblematica, per eutanasia, della propria gatta, quella scrittura che aveva abbandonato, sconcertato dall'incombere del proprio male. E al centro del racconto si pone l'indecifrabilita' del rapporto e del senso di vita e morte, tra una visita alle video installazioni di Bill Viola in cui il movimento gioca, con fin troppa composta eleganza, tra il prender vita e lo sparire; tra il rincorrersi di due parole, il ricordo del vitale napoletano sparpetia (spalpitare, tra sofferenza e agonia, come la vita che lotto contro la fine) e il toscano sperpetua, che il Tommaseo definisce ''lamentio che piange uggiosamente il male passato e presente e che piangendo quasi chiama il male a venire''. E a riscrivere il romanzo, ricomincia dall'incontro di Tosca con una donna, Olga, anche perche', nella propria storia era stato proprio un inusitato atto di vitalita' sessuale, da parte di un vecchio, molto malandato ingegnere, compagno di stanza in ospedale, ad averlo spiazzato, tanto da fargli definitivamente interrompere la scrittura de 'La morte allegra'.

Insomma, la lettura che comincia ironicamente con la spensierato gioco di Tosca con se stesso, raccontandosi bugie e pensando che curarsi sia accettare di morire, cambia registro quando il dramma diventa vero e personale, quando interrogarsi sulla fine non ha piu' nulla di buffo o retorico e il dolore del corpo non fa che riportare alla 'realta'', quella invocata alla fine dai sei personaggi pirandelliani.

Un romanzo complesso, che segue vari registri, che spiazza e coinvolge, che come e' giusto offre tante domande e non propone alcuna risposta: ''Via, quante storie: ce la fanno tutti, ce l'hanno sempre fatta tutti, ce la faro' anch'io a morire'', si dice Tosca, tentando l'ultima, ovviamente vana fuga da diagnosi, terapie, casa.

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MessaggioTitolo: Re: SPAVENTO   SPAVENTO 16gd9bkDom Dic 13, 2009 4:31 pm

un libro da ...paura!

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MessaggioTitolo: Re: SPAVENTO   SPAVENTO 16gd9bkDom Dic 13, 2009 5:42 pm

infatti

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MessaggioTitolo: Re: SPAVENTO   SPAVENTO 16gd9bkLun Dic 14, 2009 11:25 pm

non si vede la copertina?!

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MessaggioTitolo: Re: SPAVENTO   SPAVENTO 16gd9bk

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